BENVENUTO SU CRESCERE PORTIERE: IL PRIMO CENTRO DI ALLENAMENTO PER GIOVANI PORTIERI

Ciao…

figlio

sono Daniele Rolleri, il fondatore del Primo Centro di Allenamento con il metodo di leadership per far crescere tuo figlio forte e sicuro come un vero numero uno.

Il Metodo nasce da molto lontano, più precisamente da quando inizio a tirare i primi calci al pallone e a distruggere vetri e vasi colorati nel cortile di casa.

Questa mia forza “distruttiva” poi si è trasformata in talento sul campo da gioco tanto da farmi vestire addirittura la maglia da numero uno della squadra professionistica della mia città.

 

Tutto molto bello… Però improvvisamente…

 

Il sogno viene distrutto da un discorso di fine stagione, davanti a tutti, senza i miei genitori.

Questa mossa del mister mi fa crollare il mondo addosso e da quel momento nessuno riesce a farmi sognare una seconda volta.

 

Il mio sogno di diventare un portiere di Serie A è distrutto, proprio lì… davanti ai miei occhi.

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Come proteggere il giovane portiere dall’invidia dei compagni di squadra

Sembra una persecuzione quella dei compagni di squadra verso giovani portieri di talento che al primo errore vengono attaccati brutalmente come se la colpa della sconfitta fosse sempre e solo la loro.

Nel calcio moderno, partendo dal calcio dilettante arrivando a quello professionistico, nella maggior parte dei casi conta solo vincere e fare risultato.

Il come si ottiene il risultato e al cosa succede all’interno del campo e non solo, non viene minimamente calcolato.

Questa esasperazione al risultato genera un clima di agonismo sfegatato all’interno dello spogliatoio e nell’animo della squadra.

Tanto da dare potere ad ogni singolo giocatore di potersi esprimere come vuole e contro chi vuole.

Senza che l’allenatore riesca ad avere il controllo totale di ogni loro azione.

Pertanto, nel marasma generale il giovane portiere è quello che ha meno difese, in quanto è isolato dalla squadra se si allena con il preparatore o è lasciato per molto tempo da solo a buttarsi a terra nell’angolino del campo.

Dammi un minuto e ti spiego meglio!

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Le 3 regole d’oro per sbloccare il giovane portiere dallo stato di ansia

L’ansia di essere tra i pali è la prima causa di insicurezza del giovane numero uno e provoca errori a ripetizione durante le partite di campionato o di tornei prestigiosi.

Ti racconto una storia vera.

Ricevo un messaggio vocale sul mio cellulare da parte di una mamma di un giovane portiere, dicendomi che in questo momento vede suo figlio completamente bloccato.

L’episodio avviene prima di una partita.

Il giovane portiere esce da scuola, mangia un boccone al volo in auto e subito dopo il suo viso comincia a diventare teso, cupo e ad esprimere preoccupazione.

I genitori provano a chiedere al figlio cosa c’è che non va ma la classica risposta, che saprai anche tu a memoria, è “niente!”.

Non sanno proprio cosa fare e il giovane numero uno rimane con questo stato di insofferenza fino all’inizio della partita.

I genitori sperano che almeno nel momento in cui indossa i guanti e si mette tra i pali tutto passi, tuttavia, la situazione peggiora ancora di più.

Dammi un minuto e ti racconto cosa succede!

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Il 98% dei giovani portieri dice di voler essere più sicuro

Un’intervista durata oltre 16 mesi dimostra un dato che fa riflettere chi forma e cresce i giovani numeri uno.

Verso la fine della prima stagione del centro di allenamento strutturo un’intervista focalizzata nel chiedere ai giovani portieri qual è l’aspetto che vogliono migliorare maggiormente.

Facciamo però un piccolo passo indietro.

Il giovane portiere già dal primo giorno che decide di indossare i guanti e mettersi tra i pali di una porta di calcio inizia a vivere stati d’animo che fino a quel momento non sapeva di avere.

Naturalmente, sente un pò di disagio in quanto è consapevole che al momento non è preparato al meglio per fronteggiare una situazione nuova, che lo espone continuamente agli attacchi avversari.

Quello che si trova di fronte ovviamente, sono due scenari ben conosciuti e sviluppati nel mondo dilettantistico:

Dammi due minuti e ti racconto tutto.

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