Metodo

figlio

Il Metodo del Primo Centro di Allenamento per Giovani Portieri con il Metodo di Leadership per far crescere tuo figlio forte  e sicuro come un vero numero uno, lavora sul concetto similare basilare di come si coltiva una PERLA RARA.

Più precisamente, la perla si coltiva con una tecnica molto raffinata facendo un piccolo forellino con un materiale di precisione all’interno dell’ostrica, nella quale viene iniettato un granellino di sabbia.

Il granellino di sabbia inserito dentro l’ostrica è un fattore di irritazione.

L’ostrica a questo punto reagisce avvolgendo piano piano questo granellino di sabbia in quello che in un determinato periodo di tempo si trasforma in una PERLA RARA.

Il metodo di allenamento e crescita del giovane portiere è come quel GRANELLINO DI SABBIA che stimola l’emotività, le aree di miglioramento del giovane portiere per portarlo ad esprimere dopo un certo periodo di tempo il suo vero potenziale da numero uno, sia in campo sia nella vita di tutti i giorni.

Questo per fargli vivere davvero il suo sogno di diventare un portiere professionista.

 

PERÒ C’È UN PROBLEMA NEL MONDO LÀ FUORI!

 

“Questo è il Metodo che finalmente svela la grande bugia della tecnica raccontata ai giovani portieri da preparatori dei portieri improvvisati, anche se loro volevano tenerci all’oscuro ancora per molto tempo”

 

Tempo fa quando ero anch’io un giovane portiere pensavo che allenarmi costantemente fosse l’elemento segreto per diventare un grande portiere di serie A.

La parte interessante è che mi allenavo talmente tanto che i gesti uscivano a ripetizione senza che fossi realmente concentrato sull’allenamento.

Mi dicevo allora che ormai avevo la tecnica nel mio DNA e tutto sarebbe stato facile.

Poi però quando arrivava la partita la situazione si faceva più complicata.

Le gambe cominciavano a tremare e le papere erano all’ordine del giorno.

Non bastava l’errore a farmi stare male, in più ci si mettevano i genitori degli altri compagni a sgridarmi dalla tribuna e alla fine il rimprovero del mister davanti a tutti nello spogliatoio era diventato routine.

Tornavo a casa completamente distrutto e senza voglia di far niente, figuriamoci di fare compiti o studiare per le interrogazioni del giorno dopo a scuola.

I miei genitori non sapevano davvero come prendermi e finiva sempre che mi mettevano in punizione o litigavano tra loro.

Decisamente, non era molto incoraggiante questa situazione e mi dispiaceva per loro.

Tuttavia, mi facevo spesso questo domanda: “Cosa mi fa sbagliare in campo?”

Tecnicamente ero davvero pronto, non mancavo neanche ad un allenamento.

Non capivo… e allora sono andato avanti per anni ad allenarmi pensando che la tecnica fosse la soluzione a non commettere più errori.

Il Preparatore dei portieri mi diceva di continuare ad allenarmi senza sosta e che sarei migliorato.

Sì, diventato grandicello ne commettevo di meno perché ero più consapevole e sicuro del ruolo, anche se ormai avevo perso il professionismo e il posto da titolare nel dilettantismo.

Aspetta… Cosa ho detto???

Consapevole e Sicuro del Ruolo??!!

gio
papa

Grazie a Dio, queste due parole magiche mi hanno fatto scattare una molla nella testa, dandomi la spinta di iniziare a craccare tutti i codici dell’allenamento tecnico dei preparatori dei portieri di calcio che ci sono là fuori.

Ho iniziato a rovistare in tutti gli archivi storici delle biblioteche del calcio, leggere libri, guardare video, studiare articoli, scoprendo qualche anno fa che nei loro file segreti c’era una lacuna devastante.

Tutti parlano di tecnica, di come attaccare la palla, di come compiere una parata con il corpo ben posizionato ma nessuno… dico nessuno parla di come approcciarsi al ruolo del portiere nella gestione delle emozioni di una partita, di un allenamento, di un confronto con compagni, con l’allenatore, con gli avversari e con i genitori in tribuna.

Non si parla mai del coraggio di un giovane portiere di assumersi delle grandissime responsabilità che ne condizionano la vita in campo e fuori negli aspetti quotidiani.

Nonostante siamo quasi nel 2018, la storia si ripete… è un film già visto.

Migliaia di giovani portieri e famiglie stanno vivendo ciò che io e molti altri portieri abbiamo vissuto in passato.

Ovvero, giovani portieri impauriti da un errore, genitori di altri giocatori che gli sbraitano addosso dopo un errore, allenatori insensibili al ruolo del portiere e società che ne ignorano la preparazione adeguata.

La cosa peggiore in questo loop che si ripete è la frustrazione dei genitori incapaci di dare una mano concreta ai figli, in questa situazione di disagio interiore.

In più i preparatori là fuori uniti in una setta segreta si mettono a diffondere articoli bugia, in cui puntano tutto sulla tecnica come se i portieri, soprattutto quelli giovani siano dei robot che non provano sentimenti ed emozioni.

Leggi qui un estratto di un articolo per esempio:

INTERVISTA DI UN PORTIERE DI SERIE A RILASCIATA AD UN FAMOSO QUOTIDIANO BRITANNICO.

“In Italia la scuola dei portieri è diversa, ci si concentra molto sulla tecnica e sui particolari.

Qui ci si concentra molto sulla tattica, infatti si guardano video e si studia l’avversario. In Inghilterra invece ci si prepara solo fisicamente.”

E’ chiaro allora che mai nessuno si è assunto la responsabilità di uscire allo scoperto e iniziare a creare un movimento focalizzato sulla crescita caratteriale del giovane portiere, per farla finita una volta per tutte di vedere giovani in balia di eventi che ne sovrastano la loro capacità di reagire positivamente.

Con questa mia scoperta voglio evitare al giovane portiere e ai suoi genitori tutto ciò che ho passato io di negativo durante i miei anni da portiere, cercando di dare ad entrambi gli strumenti utili per gestire al meglio il ruolo in campo e in famiglia.

Naturalmente, favorendo un percorso di miglioramento comune che incede positivamente sulle scelte e sulla vita del ragazzo e dei genitori.

Per la Prima Volta in Assoluto in Italia hai il privilegio di conoscere attraverso questo libro il metodo Crescere Portiere che aiuterà tuo figlio a diventare forte e sicuro come un vero numero uno.

Allo stesso tempo aiuterà te come genitore a maneggiare con sicurezza tutti gli strumenti necessari per gestire al meglio il rapporto con il figlio giovane portiere:

  • Conoscerai gli Strumenti più Efficaci per Aiutare Tuo Figlio nella Gestione delle Sue Emozioni nel Ruolo Più Bello del Mondo
  • Incrementerai i Risultati nella Crescita Caratteriale di Tuo Figlio
  • Raddoppiera l’Efficacia delle Tue Azioni nella Relazione con Tuo Figlio
  • Rimarrai Stupito delle Sue Meravigliose Scoperte
  • Gestirai il Ruolo di Genitore con Molta Più Serenità
  • Vedrai Tuo Figlio Forte e Sicuro Come un Vero Numero Uno

La parte interessante del metodo è che ho unito le soluzioni alla mia vicenda personale che accomuna molti portieri dilettanti italiani, con gli strumenti di specialisti nella formazione di adolescenti e famiglie in ambito di crescita personale.

E’ in assoluto il Primo Metodo di Allenamento presentato e proposto in Italia per la Crescita Caratteriale del Giovane Portiere.

Cosa Significa Di fatto Lavorare per la Crescita Caratteriale del Giovane Portiere?

Il ruolo del portiere prevede innanzitutto una predisposizione caratteriale importante, in grado di sopportare sia ritmi di partita alti, che prevedono un impegno elevato, sia più blandi dove non interviene “quasi mai” ma dove è richiesta la massima attenzione per controllare l’aspetto situazionale della gara.

In entrambi i casi il giovane portiere, tralasciando l’aspetto fisico, esce dal campo stanco a livello mentale.

Il livello di attenzione e di presenza caratteriale sono lo stress maggiore per un portiere, e più si è in grado di costruirlo sino dalla giovane età, migliore sarà la gestione e la prestazione della gara in età adulta.

Dunque una Forte Personalità Aiuta il Giovane Portiere anche nella Vita di Tutti i Giorni.

Se un giovane portiere si allena costantemente sulla formazione e la gestione di un carattere forte, questo lo aiuta anche nella vita di tutti i giorni, dalla scuola, alla famiglia passando per gli amici.

Le fasi di crescita per un giovane portiere sono due: 

1. Bambino

loredana

2. Adolescente

marco

BAMBINO

Da bambini il ruolo del portiere lo si prende come un gioco, ed è giusto così, e deve continuare ad essere interpretato in questo modo.

Nelle società dilettantische il giovane portiere viene lasciato in balia degli eventi.

NON ci sono preparatori dei portieri esperti per questa fascia d’età.

Se c’è qualcuno che se ne occupa, nel 99% dei casi, questo ruolo viene lasciato in mano al secondo allenatore della squadra che si improvvisa preparatore dei portieri, tirando palloni qua e là al povero portierino.

MA QUALE E’ IL SUO VERO SCOPO?

NESSUNO!!!

Infatti, una preparazione di questo tipo oltre ad essere diseducativa è depotenziante dal punto caratteriale nel giovane portiere, perché tuo figlio non riconosce una figura autorevole che lo possa coinvolgere emotivamente in un ruolo che sta iniziando ad amare.

Quante volte ti è successo di vedere tuo figlio impaurito in mezzo alla porta, dove un signore con le scarpe da ginnastica e la tuta, calcia  in porta senza alcun senso?

Qualche capello grigio, nonostante sia giovane, inizio ad averlo anche io e sinceramente queste situazioni le vedo tutte le settimane quando giro nei campi del dilettantismo per seguire i nostri giovani portieri.

Mi piange davvero il cuore, perché un giovane portiere NON merita un allenamento di SECONDO LIVELLO solo perché è un numero e una figura diversa rispetto a tutto il resto della squadra.

Per il bambino c’è bisogno di un trattamento speciale, di un allenamento specifico che ne migliori:

• le sue capacità coordinative

• il suo aspetto caratteriale

• il suo vero potenziale

Un bambino con un allenamento specifico per la sua fascia d’età costruisce un carattere forte e sicuro già dai primi anni della sua vita, non solo per giocare a calcio ma soprattutto per gestire i rapporti con i genitori, gli amici e i vari problemi che si trova ad affrontare nella sua giovane vita.

E’ una CRESCITA COSTANTE grazie al divertimento e alla conoscenza delle dinamiche emotive che si creano in quell’età, imparando a gestirle, il giovane portiere diventa così già un punto di riferimento per i compagni, per gli amici e un “ometto” per la famiglia.

ADOLESCENTE

Lavorare su un portiere adolescente comporta delicatezza e attenzione su diversi aspetti:

• valori

• emozioni

• leadership

Un giovane portiere in età adolescenziale che arriva nel nostro Centro di Allenamento è costretto sia a riprendere tutte le nozioni della sua esperienza tra i pali sia gli aspetti caratteriali di un portiere alle prime armi.

E’ necessario ricominciare da zero perché principalmente dietro la loro poca preparazione c’è il vuoto: allenatori svogliati, preparatori improvvisati, società fantasma nella considerazione del portiere, ecc…

NON BASTA METTERE IN PORTA IL GIOVANE PORTIERE E INIZIARE A FARGLI IL LAVAGGIO DEL CERVELLO SULL’ASPETTO TECNICO!

Non Serve a Nulla….

E’ necessario impostare un lavoro che segue la sua evoluzione, dal momento in cui è arrivato e come è il suo approccio mentale.

Di seguito è fondamentale partire gradualmente nella sua formazione, associando strategie di porta e lavoro sulle sue aree di miglioramento emotivo.

Questo per COSTRUIRE un corpo e una mente da vero numero uno nella vita e nel campo da gioco.

Inoltre, sappiamo benissimo quanto un adolescente possa variare i suoi stati d’animo e le sue prestazioni in base ad aspetti esterni.

Il Metodo va a migliorare i suoi comportamenti, le sue decisioni, appunto per tutelare che venga condizionato dall’esterno, aiutandolo a capire quale soluzione è migliore per crescere sia come persona che come portiere.

Battiamo moltissimo il chiodo su questo aspetto perchè il Giovane Portiere è il leader della squadra ma soprattutto è un leader forte nella conduzione della propria vita.

Un leader deve caricarsi di responsabilità, deve fare delle scelte e deve sopportare cariche emotive importanti.

Se viene allenato con gli strumenti efficaci fino quando è giovane, allora il suo futuro sarà molto più facile e costruttivo.

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Fuoco, Forza, Fede

Daniele Rolleri