I 5 CONSIGLI UTILI PER DIFENDERE IL GIOVANE PORTIERE DALLE PROVOCAZIONI DI ALLENATORI IMPROVVISATI, INSEGNATI AI PORTIERI CAMP

Rese pubbliche le modalità di crescita efficace genitore-figlio nella gestione delle situazioni reali presenti all’interno del mondo dilettantistico.

figlio

Pensavo di averle viste tutte nel mondo dilettante. Tuttavia, oggi mi ritrovo a gestire insieme al mio staff per cause esterne situazioni sgradevoli e poco educative per i giovani portieri.

Non c’è settimana che i genitori mi chiedono aiuto su come affrontare prima di tutto e gestire poi: insulti, offese, provocazioni, da parte degli allenatori della squadra e di altri genitori seduti in tribuna che incolpano il loro giovane numero uno per il goal subito.

La prima reazione dei giovani portieri è chiaramente il pianto e lo sconforto di aver causato un qualcosa di negativo per la squadra e in lui si alimentano immediatamente il senso di insicurezza e di frustrazione.

In più, se il genitore prende letteralmente sul personale gli insulti e le provocazioni al figlio, succede un caos devastante come le classiche litigate tra allenatore e genitore, e arruffate in tribuna tra genitori.

Veramente, uno spettacolo orribile e un esempio completamente diseducativo per il giovane portiere.

Dammi solo un minuto e ti spiego meglio!

>> GUARDA SUBITO IL VIDEO QUI SOTTO! <<

Come pensi che possa stare il giovane portiere in questo momento?

Quali sono i suoi pensieri?

Qual è il suo stato d’animo?

Come si comporta quando deve ritornare in settimana con la squadra e con l’allenatore?

Cosa può succedere ancora?

La cosa interessante è che il giovane portiere vive un mix di stati d’animo negativi che nei primi giorni si manifestano con un’unica e sola frase:

“NON SONO BRAVO!

NON VOGLIO PIU ESSERE UN PORTIERE!”

Questa frase viene espressa da giovani portieri principalmente tra i 7 e i 13 anni, ossia la fascia più sensibile nel percorso di crescita di un numero uno.

E’ un INCIDENTE EMOTIVO che ne può condizionare la riuscita del raggiungimento del suo più grande sogno, essere un portiere professionista.

Quando poi ritorna al campo con questo stato d’animo non riesce più a sorridere e molte volte trova scuse per finire anzi tempo l’allenamento o addirittura chiede di cambiare squadra o ruolo.

Ovviamente, tu come genitore pensando di proteggere tuo figlio assecondi i suoi desideri.

Ti ricordo che sono espressi da uno stato d’animo negativo.

Quello che fai quindi è discutere con l’allenatore, cambiargli squadra e chiaramente trovargli una soluzione alternativa, senza mai fargli capire esattamente come può risolvere anche con il tuo aiuto questa situazione delicata.

E’ troppo facile scappare o scontrarsi appena si manifesta un problema in quanto potrebbe essere la classica soluzione “tolto il dente tolto il dolore”, anche se la cosa interessante è che potresti essere una volta per tutte un esempio positivo per il giovane portiere.

Stai con me perché ho la soluzione che stai cercando!

Dall’altra parte ti trovi di fronte la mediocrità di un allenatore o di una società con poche competenze comunicative e relazionali nella gestione del giovane portiere.

Dunque, il tuo senso di protezione e la loro posizione poco aperta al dialogo genera il risultato classico del giovane portiere abbandonato completamente a sé stesso e alla sua decisione.

Sei d’accordo come che in un fascia sensibile come quella tra i 7 e i 13 anni un ragazzino non debba essere lasciato solo a prendere una decisione importante per la sua crescita?

Allora ecco…

I 5 CONSIGLI UTILI PER DIFENDERE IL GIOVANE PORTIERE DALLE PROVOCAZIONI DI ALLENATORI IMPROVVISATI

 

1. Evita di cadere nella trappola delle provocazioni (mister, genitori tribuna, compagni di squadra, dirigenti)

Nel momento in cui tuo figlio venga provocato dall’allenatore o da altri genitori in tribuna la prima reazione che puoi avere è quella di reagire istintivamente con una reazione di cui presto te ne puoi pentire.

Ovvero, reagendo provocando con insulti o portando via tuo figlio da questa situazione sgradevole ai tuoi occhi.

La cosa interessante è che non è una buona soluzione per tuo figlio, in quanto in questo momento ha bisogno di te, del tuo supporto, del tuo appoggio onesto e imparziale.

Pensa a come si senta nel vederti reagire così?

Che messaggio gli arriva?

Che cosa gli stai comunicando?

Il giovane portiere si può impaurire e irrigidirsi, senza avere più controllo del suo corpo e delle sue emozioni, considerando che in quel momento lui è vulnerabile agli attacchi degli avversari e dei compagni di squadra.

La cosa interessante è che puoi decidere realmente tu come comportarti durante il manifestarsi di una provocazione.

O scegli di cadere nella tentazione di reagire o respirare, stare calmo e agire in un secondo momento con tranquillità dopo che hai analizzato per bene a casa quanto è successo/avvenuto nei confronti di tuo figlio.

Questo giudizio imparziale ti aiuterà a comportarti con positività e in modo costruttivo per il bene di tuo figlio.

La parte interessante è che lo farai….

2.Crescere con l’esempio

Cosa intendo esattamente con il termine “crescere con l’esempio”?

Intendo che i tuoi comportamenti e le tue parole sono la realtà per tuo figlio. Gli mostri una realtà che lui considera GIUSTA perché applicata da una persona che ama incondizionatamente.

Se darai l’esempio di rispondere ad una provocazione con una reazione di rabbia, insulto allora lui avrà il diritto di replicare la reazione appena gli capita personalmente il fatto.

Se invece lo cresci con l’esempio positivo di trovare una soluzione ponderata, analizzata, metabolizzata allora tuo figlio giovane portiere inizia ad interpretare che nella vita sia corretto capire la situazione prima di agire con coraggio per prendere una posizione seria e concreta, SOLO per il suo bene e quello degli altri.

Ovviamente per arrivare a questo risultato hai bisogno di una…

3.Comunicazione Produttiva

La comunicazione produttiva è quella capacità di parlare con sé stessi e con il figlio con la finalità di trovare una risposta funzionale alla sua crescita caratteriale.

Nel pratico se alla provocazione rispondi con un insulto, di certo non si tratta di comunicazione produttiva, giusto?

Se invece alla provocazione aggiungi un pensiero più fine, fatto dal capire come mai questa persona dice quella cosa, allora stai già iniziando a farti delle domande giuste per vedere in modo più ampio quello che sta succedendo a tuo figlio.

Dunque, in ogni situazione critica poniti delle domande produttive, ad esempio come questa:

In che modo posso aiutare mio figlio a rendergli più chiaro quello che gli sta succedendo?

Come posso aiutare mio figlio a…

4.Renderlo consapevole delle sue scelte

Sia nella fascia d’età sensibile che ti ho descritto ad inizio articolo sia in quella più adulta è opportuno che tu ti rende un giudice imparziale nelle scelte del giovane portiere.

Il tuo compito è quello di vedere dall’esterno la situazione che sta gestendo tuo figlio, dandogli degli accorgimenti, facendogli domande produttive per mandarlo nella direzione giusta.

Direzione che lui ha scelto, ha già scelto per il suo futuro. E quel futuro lo devi conoscere tu come genitore… e accettarlo.

Allora con questa modalità i tuoi spunti sono la sua bussola, sono la sua chiarezza per avere di nuovo di fronte così nitido il suo grande sogno: diventare un portiere professionista.

In più…

5.Stimola continuamente i suoi punti di forza

Non solo con i figli ma anche le persone che abbiamo più vicine, siamo abituati a vedere prima i lati negativi che quelli positivi.

Ad esempio:
– “Mio figlio non ce lo vedo a fare il portiere”
– “Mio figlio è proprio negato per la matematica”
– “Mio figlio lo conosco, è uno che si abbatte subito”

Se come genitore ripeti costantemente queste frasi, magari di fronte a tuo figlio, come pensi che cresca realmente?

Con quali pensieri?

Ti ricordo che tu sei l’esempio sia nei comportamenti sia nelle parole perché quello che fai tu e quello che dici per il giovane portiere è “legge”.

Ciò detto, è fondamentale che sostituisci queste affermazioni con frasi positive che evidenziano i suoi VERI PUNTI DI FORZA.

Del tipo:

– “Mio figlio si sta impegnando tantissimo per essere un portiere”
– “Mio figlio si sta applicando per migliorare il suo voto in matematica”
– “Sono certo che mio figlio sta imparando a farcela con le sue forze”


Eh… come ti sembra?!

Se segui nel dettaglio questi 5 consigli pratici, allora tu e tuo figlio giovane portiere continuerete a sviluppare una forza emotiva unica che lo aiuteranno a crescere forte e sicuro come un vero numero uno, in campo e nella vita di tutti i giorni.

Per sapere esattamente nel pratico come sviluppare una forza emotiva unica nel giovane portiere, vivremo un’estate straordinaria grazie ai:

PORTIERI CAMP

In questi CAMP PORTIERI ESTIVI  lavoreremo sulla tematiche della STRUTTURA CARATTERIALE DEL GIOVANE PORTIERE in cui con diverse sessioni di allenamento e di formazione in aula con istruttori specializzati sulla crescita di adolescenti e preparatori che hanno giocato e allenato in Serie A affronteremo le dinamiche della costruzione della LEADERSHIP e la MENTALITA’ D’ACCIAIO del giovane numero uno.

ATTENZIONE!
E’ UN EVENTO COMPLETAMENTE A NUMERO CHIUSO…

 

Infatti per partecipare con tuo figlio devi CONOSCERE SE CI SONO ANCORA POSTI DISPONIBILI, dopo di che POTRAI SCEGLIERE la destinazione che ama di più tuo figlio.

Abbiamo alzato le barriere di ingresso per consentire agli iscritti di godersi l’esperienza a pieno del suo grande potenziale, senza distrazioni e portarsi a casa una volta per tutte contenuti di valore per crescere forte e sicuro come un vero numero uno.

Se vuoi partecipare con tuo figlio ai PORTIERI CAMP allora scopri come già numerosi genitori e portieri soddisfatti hanno già acquistato il loro posto per partecipare all’evento.

Al momento sono rimasti solo POCHISSIMI posti disponibili.

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Daniele Rolleri
Il Primo istruttore specializzato nella crescita e nella formazione del giovane portiere

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