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L’allenamento mentale potrà essere la soluzione per risollevare il portiere Kinský?

Il Dramma del portiere del Tottenham in Champions è la prova definitiva che la tecnica non basta più nella formazione dei giovani portieri

Durante la partita di Champions League tra Atletico Madrid e Tottenham il portiere ceco Antonín Kinský è stato buttato nella mischia a sorpresa per il suo esordio in questa competizione importante.

Quindici minuti di gioco, tre gol subiti e sostituito in lacrime al 17esimo da Vicario.

Mentre i “fenomeni da divano” e i finti esperti lo massacravano sui social, io guardavo quelle lacrime e pensavo solo a una cosa: a tuo figlio.

Te lo dico chiaro e tondo, senza giri di parole, Kinský non è diventato scarso all’improvviso e non ha scordato come si para. È stato schiacciato dalla pressione andando in tilt totale.

Come avevo fatto e detto tanti anni fa per Karius quello che è necessario per Kinský è fermarsi e lavorare a livello mentale sulle sue certezze e su suoi valori, cercando di dimostrare a se stesso che lui non è quella partita e quella partita non determina il suo valore.

Posso augurargli di trovare qualcuno che lo aiuti a costruire una forza mentale d’acciaio per rientrare in campo e scrivere le più belle pagine della sua carriera.

Tuttavia, non ne sono fiducioso perché a Karius è successo l’esatto opposto. Nessuno lo ha aiutato a lavorare mentalmente e non è mai tornato davvero ad essere un portiere di primo livello.

E se un professionista crolla in questo modo sotto il peso delle aspettative cosa credi che succeda nella testa del tuo Giovane Portiere quando prima della partita avverte l’ansia, durante la gara subisce un goal evitabile, sente i mormorii della tribuna e vede lo sguardo deluso a bordo campo del mister?

Ancora là fuori vediamo allenamenti show tra sagome e cinesini, oppure consigli tipo “devi stare più attento!”

È chiaro che non serve a nulla l’allenamento tecnico se prima non alleniamo la sua MENTE a reggere l’urto dell’errore e lo stress emotivo dell’ansia e della pressione.

Cosa succede davvero nella testa del Giovane Portiere?

Quando il giovane portiere sbaglia la psicologia sportiva ci spiega esattamente cosa sta passando e te lo posso riassumere in tre diversi punti:

  • Soffocare sotto pressione: le sue aspettative, le tue, quelle del mister e dei compagni lo schiacciano. Infatti quello che si ripete spesso è “non devo sbagliare altrimenti il mister mi sgrida”, “non devo sbagliare se no i miei compagni mi insultano”, “se sbaglio deludo la mia mamma e il mio papà”.
  • Il Blocco Emotivo: dopo un errore, anche banale, il suo cervello percepisce il giudizio esterno come una minaccia vitale e va in tilt. Il cervello abbassa la saracinesca, le gambe diventano di marmo e lo vediamo completamente paralizzato dalla paura di sbagliare ancora.
  • Il Loop Distruttivo: inizia a pensare troppo e perde l’istinto andando in ritardo sul pallone rischiando di commettere errori su errori. Una serie di scelte sbagliate che continuano a farlo sbagliare in continuazione.

Al giovane portiere servono pertanto STRUMENTI PRATICI

Ho creato per te qui il PRONTO SOCCORSO MENTALE che puoi trasferirgli OGGI STESSO per aiutarlo a resettare dopo un errore durante la partita.

Lo faccio con degli esempi da cui puoi prendere spunto senza considerarli come verità assoluta. Ogni giovane portiere ha le proprie modalità per comprendere e agire, dunque crea nuovi esempi e nuovi modelli da questi suggerimenti:

  • Il Tasto Reset sui Pali
    I pali sono i suoi migliori amici. Dopo un errore insegnagli a toccare il palo destro poi il sinistro e sistemarsi i guanti.
    È un gesto meccanico che dice al suo cervello: “Azzera tutto. Quell’azione è morta. Si riparte. Inizia una nuova fase della partita”.
  • La Parola Ancora
    È utile avere una parola d’ordine da urlare (anche solo nella sua testa) dopo un errore. “PROSSIMA!”, “RIPARTI”, “SONO FORTE”.
    Il passato non esiste più, conta solo il prossimo pallone da colpire o da parare.
  • La Fiducia
    Avvertire la fiducia parte dal viaggio in macchina verso il campo, dove voi mamma e papà siete il suo termometro. Dire al giovane portiere “Mi raccomando oggi sveglia, esci su quei palloni!” aiuta o spaventa tuo figlio?
    Pertanto, il vostro compito è quello di dare coraggio e gioia dicendo frasi tipo: “Divertiti, Siamo fieri di vederti giocare oggi.”.

La Cruda Verità:

Perché l’allenamento mentale per il giovane portiere è questione di sopravvivenza

Mettiamoci in testa una cosa una volta per tutte, il ruolo del portiere è il più spietato, solitario e crudele del mondo.

Se continuiamo a mandare i nostri ragazzi tra i pali armati solo di un bel tuffo plastico o di una buona presa, li stiamo mandando al massacro. 

L’allenamento mentale per il giovane portiere fin dalla giovanissima età non è un “di più”e nemmeno una roba per professionisti o una moda del momento.

È esattamente l’armatura che gli salva la vita sportiva e personale.

Ecco perché allora è vitale iniziare subito:

  • Per evitare l’abbandono: Quanti ragazzi smettono a 13 o 14 anni perché non reggono più l’ansia del ruolo o gli attacchi di allenatori incompetenti? Non smettono perché non amano il calcio, smettono perché la paura di sbagliare ha divorato la loro passione.
  • Per distruggere la paura del giudizio: Devono imparare che il loro valore come persone non dipende da un pallone che passa in mezzo alle gambe. Un errore è solo un’errore, non una condanna a morte.
  • Per forgiare Uomini prima che numeri uno: Quello che imparano oggi per superare una papera in campo, è la stessa identica forza mentale che useranno domani per superare un brutto voto a scuola, una delusione o un fallimento nel lavoro. Stiamo costruendo il loro carattere per la vita.

Kinský ha pianto in mondovisione davanti a milioni di persone mentre il tuo Giovane Portiere lo fa in  silenzio nella sua cameretta o sul sedile posteriore della tua auto.

È arrivato il momento di smettere di sperare che “crescendo gli passerà” e iniziare a fornirgli gli strumenti concreti per diventare inattaccabile.

E il primo passo, caro genitore, devi farlo tu.

Vai in internet e cerca l’esperto nell’allenamento mentale per il giovane portiere e capisci come puoi entrarci in contatto per vedere tuo figlio in futuro forte e sicuro come un vero numero uno, senza rischiare di imbatterti in mental coach generici.

Forza, Fuoco, Fede

Daniele Rolleri

Primo Esperto in Italia nello sviluppo della leadership del giovane portiere