Vuoi aiutare tuo figlio a raggiungere il suo sogno di diventare un portiere professionista?

Scopri il metodo di allenamento studiato per la crescita caratteriale del giovane portiere usato anche dai portieri professionisti, da oggi disponibile per i giovani portieri che militano nel dilettantismo.

figlio

In questi mesi sono successe tantissime cose. Siamo partiti  con un’organizzazione impostata su diversi centri di allenamento: inserimento di nuovi istruttori e consolidamento della mia unione con gli istruttori che si sono certificati con me in questi anni.

Tutto è iniziato alla grande, con la notizia addirittura di tre dei nostri giovani portieri passati al professionismo dopo un anno e mezzo di formazione insieme a noi.

Con queste basi solidissime dunque, abbiamo presentato al pubblico e agli addetti ai lavori per la prima volta in Italia il metodo di crescita caratteriale e tecnica del giovane portiere.

Metodo che dopo diversi mesi sta iniziando a dare i suoi frutti proprio nei centri di allenamento.

Difatti, le rappresentative provinciali delle città in cui siamo presente, nelle categorie giovanissimi e allievi sono completamente invase dai nostri giovani numeri uno.

E’ un risultato incredibile!!!

Chi altro poteva immaginare di trovare le selezioni provinciali occupate dai nostri iscritti?!

Tutto bello… Sì… Ma partiamo dall’inizio.

Ormai sappiamo che le società dilettantistiche non ti aiutano di certo a valorizzare tuo figlio, specialmente nel ruolo che ha scelto di fare con grande coraggio.

Nel dilettantismo si tende a risparmiare sempre, a tagliare i costi e i primi che vengono penalizzati sono appunto i giovani portieri che si trovano senza un preparatore e di conseguenza senza un allenamento specifico.

In più, se solo nel 5% dei casi è presente qualcuno che allena i giovani portieri potremmo trovare sul campo o un pensionato o un ragazzino alle prime armi che in comune hanno la passione di allenare i portieri.

Qual è il problema in questi 3 casi:

  • Senza preparatore dei portieri tuo figlio è costretto ad allenarsi con la squadra e non imparerà mai a gestire le emozioni del ruolo e quindi non riuscirà a crescere caratterialmente e tecnicamente.

 

  • Se c’è un pensionato, tuo figlio viene allenato come nel dopo guerra. Hai presente quei balzi sulle tribune e quei circuiti in stile militare in cui strisci per terra e rotoli nel fango?

    Ecco proprio così però con i guanti indossati. Nel 2018 forse abbiamo bisogno di qualcosa di più concreto.

  • Invece con un ragazzo alle prime armi, possiamo trovare la freschezza e la simpatia ma non di certo la continuità e soprattutto una logica nella proposta di allenamento.

    Spesso questa tipologia di allenatore guarda video su Youtube e poi ripropone l’esercizio al giovane portiere, anche se non è esattamente idoneo alle sue caratteristiche e pronto per poterle immagazzinare nel suo bagaglio tecnico.

    “Il Responsabile della nostra area tecnica Nicola Pavarini mi direbbe se fossimo insieme a vedere un allenamento di questo genere: E’ un minestrone unico. Qual è l’obiettivo dell’esercizio? Secondo te Daniele, se ne sta rendendo conto l’allenatore?”

 

Prova ad immaginare come starebbe al momento tuo figlio se vivesse tutti i giorni una o più situazioni simili?

Che sensazione hai a pensarci?

A te personalmente, come ti fa stare?

Beh… onestamente ho i brividi per te solo al pensiero di vedere tuo figlio lì in mezzo a quella mediocrità.

Mediocrità di pensiero delle società dilettantistiche, le quali invece di fare del bene, inconsciamente danneggiano le crescita dei ragazzi che hanno scelto un ruolo delicato, di responsabilità e soprattutto di coraggio.

Se hai letto il mio libro “A porte in faccia” passano gli anni e le situazioni non cambiano, sono ancora quelle tre appena descritte e in alcuni casi peggiorano drasticamente.

Basta pensare proprio a quello che è successo in uno dei nostri centri.

Siamo stati costretti ad allontanarci dalla società perché il nostro servizio era visto come una “minaccia”.

Mi spiego meglio!

La società non si capacitava di come i nostri istruttori riuscissero a dialogare, comunicare ed incidere così velocemente con i giovani portieri e con i genitori, tanto da creare un gruppo coeso di crescita.

Siccome poi anche gli altri genitori dei giocatori di movimento (quelli che corrono in mezzo al campo) volevano questo tipo di servizio, si sono rivolti alla società per avere anche loro un percorso simile.

Diciamo che la società non l’ha presa benissimo questa richiesta e ha preferito comunicarci di abbassare il livello del nostro servizio piuttosto di creare malumori generali.

A questa richiesta non potevo di certo starmene zitto.

Se mi conosci un pò sai quanto ci tengo al percorso di crescita di ogni singolo giovane portiere. Dunque, ho preso la situazione di petto e ho fatto una scelta difficile.

Naturalmente, sarebbe stato più facile abbassarmi alle richieste della società dilettante, peccato però che il nostro metodo non è per dilettanti ma è per genitori e giovani portieri che si vogliono formare per diventare professionisti in campo e nella vita.

Ciò detto, la scelta difficile è stata appunto interrompere il rapporto con la società, con il dispiacere mio in primis, dei genitori e dei giovani portieri.

Cosa è successo poi a questa società?

Essendo scoperta del nostro servizio allora si è portata a casa gli “scarti” delle nostre selezioni in merito a scovare istruttori specializzati della crescita del giovane portiere.

A distanza di tempo ovviamente, i genitori se ne sono accorti di questo livello differente di proposta.

Pertanto c’è chi continua a seguirci da lontano sostenendoci e chi vive attivamente le nostre iniziative.

Come vedi il pericolo è sempre dietro l’angolo sia per te che per tuo figlio.

Chiaramente, non c’è da fidarsi molto da chi non ha una visione focalizzata su un servizio specifico come quello della crescita del ragazzo e soprattutto sul miglioramento delle competenze caratteriali e tecniche.

Che dire poi degli allenatori delle squadre delle società dilettantistiche:

I primi nemici dei giovani portieri se dentro di loro  non nutrono di sensibilità e conoscenza del ruolo.

Sono i primi appunto che etichettano tuo figlio come primo o secondo portiere. In entrambi i casi l’etichetta in questa fase delicata di crescita è dannosa per tuo figlio.

Ti spiego subito perché!

Nel caso in cui tuo figlio gioca titolare e le cose vanno bene, fino a qui tutto ok, ma quando inizia a prendere un goal e un altro e poi un altro ancora la reazione tipica dell’allenatore è quella di sbraitargli addosso (davanti a tutti) tutta la sua rabbia, come se lui fosse il solo ed unico colpevole della situazione.

Come si sente tuo figlio in quel momento?

Un urlo di rabbia in faccia è davvero formativo e lo tempra nel carattere?

Purtroppo no. Non funziona così.

Qualsiasi giovane portiere in fase di crescita è fragile e se fossimo stati tutti perfetti da ragazzini, oggi saremmo dei robot privi di stati d’animo.

La cosa interessante è che siamo umani, viviamo emozioni e tuo figlio le vive indipendentemente che sia il numero uno o il numero dodici o il terzo portiere, quindi è necessario dargli gli strumenti per superare questi momenti delicati che qualcun altro gli butta addosso senza capirne i danni che può provocare.

Nel caso contrario, se tuo figlio sta vivendo un momento da secondo o terzo portiere la situazione nel dilettantismo è ancora più drammatica.

L’allenatore con la sua idea di vincere tutte le partite sta trascurando un aspetto importante: la riconoscenza e lo sviluppo umano del ragazzo.

In più con il numero 12 sulla schiena lo sta etichettando come: tuo sei un secondo anche nella vita. Sta dicendo inconsciamente: “tu non ce la farai mai”.

Di conseguenza il danno è più grave. Lo stato di insicurezza del giovane portiere aumenta e se non si interviene in tempo le cose possono peggiorare.

Un esempio lo sono pasticci a scuola e a casa e non riesci a capire perché. Il vero problema allora può arrivare proprio da lì… dall’etichetta.

Ti è mai capitato di non capire come mai tuo figlio a volte vive degli sbalzi d’umore?

Ti è mai successo che da un momento all’altro tuo figlio torna a casa da scuola con un brutto voto?

Ti è ma capitato di vederlo demoralizzato in mezzo al campo?

Se ti è successo allora è proprio per questi motivi e non dobbiamo prenderli sotto gamba.

Dobbiamo essere bravi prima di tutto a riconoscerli e poi a farli trasformare in punti di forza per tuo figlio.

Sinceramente, queste esperienze le ho vissute sulla mia pelle proprio quando ero un giovane portiere ma a differenza tua non avevo genitori pronti e capaci ad aiutarmi come lo puoi fare già adesso tu.

Purtroppo loro:

  • Non comprendevano i miei stati emotivi.
  • Non comprendevano le mie azioni.
  • Non comprendevano i miei risultati “negativi”.
  • Non avevano a disposizione un metodo studiato per la mia crescita caratteriale.

Fortunatamente, oggi hai la grande opportunità di far vivere al massimo a tuo figlio l’esperienza di crescere come un vero numero uno in campo e nella vita di tutti i giorni.

La parte interessante di questa crescita è che siete accompagnati da un metodo specializzato e focalizzato che si estende fino alle aree emozionali di ognuno di voi.

Questo permette a tuo figlio di costruire una forte personalità che lo accompagna ad affrontare con sicurezza la vita tra i pali e quella del mondo reale là fuori.

Te lo dico con il cuore in mano…

Ci sono numerose testimonianze di ragazzi e genitori che raccontano come dopo solo una stagione con noi sono veramente migliorati.

E non lo dico solo io.

Gli addetti ai lavori sono sbalorditi nel vedere la differenza abissale tra un giovane portiere che cresce nel nostro centro di allenamento e un altro che vive nella situazione drammatica del dilettantismo (ricordi i 3 casi?!).

Come vedi i posti migliori nelle rappresentative sono già stati presi dai nostri iscritti e diverse società professionistiche stanno girando qua e là per scovare i talenti da portare al momento giusto nelle loro squadre.

In più, ci sono alcuni dei nostri iscritti che hanno già fatto il salto da campionati provinciali a regionali.

Sono solo dei piccoli passi ma la crescita non deve essere veloce, deve essere giusta e lenta.

… Mattoncino dopo mattoncino costruiremo insieme la fortezza di tuo figlio …

Quando ci saremo riusciti allora la strada del paesello si trasformerà nell’autostrada che arriva direttamente alla Serie A.

Esempi ne abbiamo ancora al di fuori del campo di calcio.

C’è chi lo scorso anno arrancava e ha cambiato diverse scuole, quest’anno ha una pagella con voti che vanno dall’8 al 10.

Quando l’ho vista con i miei occhi sono rimasto sbalordito.

Ma non è un caso. In campo questo ragazzo è diventato un numero uno e automaticamente lo è diventato anche a scuola.

Quindi, l’emozione di vivere un’esperienza positiva e coinvolgente come essere tra i pali in un contesto di crescita raddoppia sicuramente l’effetto su tutte le aree della vita.

Il metodo è stato creato per accelerare davvero la capacità di apprendimento di tuo figlio e farlo tornare a casa un ometto migliore:

  • Più forte
  • Più sicuro
  • Più motivato
  • Più determinato

Proprio come è successo ultimamente a Fabio, Domenico e Francesco:

FABIO PILOTTI

“Ho scelto di partecipare al Centro di Allenamento per crescere come numero uno.

Mi sento appunto migliorato dal punto di vista tecnico e nei piedi e nella vita di tutti i giorni mi sento più aperto con gli altri e diciamo… Ho Superato la Mia Timidezza.

Tra poco inizio con il Chievo Verona e per questa nuova esperienza mi sento finalmente MOLTO PIÙ SICURO DI ME, molto rafforzato e penso di migliorare molto nel Professionismo.

Infine, consiglierei il Primo Centro di Allenamento per Giovani Portieri perché c’è una grande qualità di allenamento, gli allenatori sono bravi e migliori in poco tempo.”

DOMENICO COSTIGLIOLA:

“Dopo un anno di lavoro nel centro di allenamento per giovani portieri i cambiamenti sono stati tanti.

Soprattutto sono passato dal dilettantismo al professionismo appena dopo il camp estivo.

Diciamo che l’aspetto caratteriale è l’aspetto che ha fatto la differenza per essere selezionato dalla società professionistica.

E per questo risultato devo essere grato a voi di Crescere Portiere che per tutto l’anno mi avete dato il coraggio e la forza di crederci sempre.

Infatti oltre a lavorare sulla tecnica tra i pali, il vantaggio che ne ho avuto maggiormente è stato quello di accrescere le mie doti caratteriali.

Oggi sto mettendo in pratica tutto quello che mi avete insegnato e le mie prestazioni sono all’altezza del professionismo. Grazie di cuore.”

FRANCESCO BONARDI:

“Dopo un anno e mezzo di crescita nel centro di allenamento a Montichiari posso dire di essere cresciuto molto sotto l’aspetto caratteriale e tecnico.

Sono un pò agitato per l’avventura che sto per intraprendere ma sono certo che mi sentirò subito a mio agio.

Infatti, l’ambiente a Milano è strutturato per far esprimere il massimo a calciatore dunque anch’io saprò come farmi valere.”

Anche la mamma di Francesco ha voluto parlare con me ed ecco quello che mi ha detto:

“Ho visto crescere tantissimo in questo ultimo periodo, soprattutto in questo ultimo anno e mezzo l’ho visto maturare, diventare più responsabile, più attento alle piccole cose e ai dettagli della vita quotidiana.

Sicuramente, l’esperienza che ha vissuto con voi è stata molto positiva.

L’idea di sapere che va a Milano ci gratifica molto perché rende concreto tutto il suo lavoro per raggiungere il suo sogno di diventare un portiere professionista.

Dall’altro lato ci incuriosisce il fatto di come gestirà la sua vita Francesco lontano da casa.

Noi siamo certi delle sue qualità e il nostro apporto anche da lontano arriverà sempre.

Il nostro focus è sulla sua crescita e su come affronterà questa avventura.

La cosa certa è che per lui sarà una grande esperienza di vita che lo formerà.

Devo ringraziare voi perché se Francesco è cresciuto così tanto ultimamente è grazie al vostro contributo che ha saputo saper far esplodere il suo talento, sotto l’aspetto caratteriale e tecnico.”

Se vuoi approfondire ancora di più come aiutare tuo figlio a raggiungere il suo sogno di diventare un portiere professionista…

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Daniele Rolleri
Il Primo Istruttore Specializzato nell’Allenamento del Giovane Portiere

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