Le 3 regole d’oro per sbloccare il giovane portiere dallo stato di ansia

L’ansia di essere tra i pali è la prima causa di insicurezza del giovane numero uno e provoca errori a ripetizione durante le partite di campionato o di tornei prestigiosi.

Ti racconto una storia vera.

Ricevo un messaggio vocale sul mio cellulare da parte di una mamma di un giovane portiere, dicendomi che in questo momento vede suo figlio completamente bloccato.

L’episodio avviene prima di una partita.

Il giovane portiere esce da scuola, mangia un boccone al volo in auto e subito dopo il suo viso comincia a diventare teso, cupo e ad esprimere preoccupazione.

I genitori provano a chiedere al figlio cosa c’è che non va ma la classica risposta, che saprai anche tu a memoria, è “niente!”.

Non sanno proprio cosa fare e il giovane numero uno rimane con questo stato di insofferenza fino all’inizio della partita.

I genitori sperano che almeno nel momento in cui indossa i guanti e si mette tra i pali tutto passi, tuttavia, la situazione peggiora ancora di più.

Dammi un minuto e ti racconto cosa succede!

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Al primo tiro in porta il giovane portiere commette un errore incredibile e questo episodio lo manda ancora più in difficolta.

Gioca tutta la partita in un grande stato di tensione e nessuno, dal mister ai compagni riesce ad aiutarlo.

Tutto sembra andare male però al peggio non c’è ancora fine.

Al termine della partita i genitori parlano con il mister chiedendo un aiuto perché ormai è da diverso tempo che vedono il figlio bloccato dall’ansia nel momento in cui affronta una partita.

La risposta dei mister è disarmante:

“Noi ci occupiamo della tecnica e non ci interessa fare da “supporto mentale” ai bambini e ai ragazzi.

Deve essere tuo figlio ad avere la forza di affrontare il ruolo, altrimenti faceva l’attaccante o il centrocampista.

È lui che deve stare in campo senza ansia, perché il portiere è quello forte e che non ha paura di niente.”

I genitori rimangono senza parole e il figlio senza un aiuto concreto.

Rimane solo, con la sua ansia e i suoi errori a ripetizione che distruggono la sua autostima partita dopo partita.

Adesso parliamoci seriamente io e te.

Sei d’accordo con me che al giorno d’oggi non è più ammissibile che non ci sia nessuno all’interno di una squadra, di una società di calcio che può aiutare concretamente i giovani portieri a superare i loro momenti di difficoltà?

Ciò detto, se i giovani portieri non hanno ancora costruito un carattere forte, una personalità da leader saranno sempre destinati a crollare e soprattutto a non esprimere il loro vero talento, non solo in campo ma anche nella vita là fuori.

Il loro sogno di diventare portieri di Serie A viene distrutto dalla preoccupazione, dalla paura di sbagliare, dalla paura di essere giudicato come un portiere non all’altezza della situazione.

Andare avanti così a pensare che solo la tecnica possa far crescere talenti è una follia, completa follia.

Eccoci ancora di fronte ai distruttori dei sogni di ragazzi che invece di spingersi oltre ad un valore più alto, educativo e formativo, si rifugiano nella tecnica e al semplice ruolo da allenatore o preparatore.

Sono sempre più convinto allora che là fuori i giovani portieri sono in pericolo.

E se continuiamo di questo passo saranno ancora più alti i numeri di giovani portieri che provano stati d’animo di ansia, malessere e preoccupazione.

Stai con me perché ho la soluzione che stai cercando!

L’unico modo per aiutare a crescere i giovani numeri uno è fargli comprendere veramente quello che stanno provando.

Da dove arriva questo stato d’animo, da cosa è stato generato e soprattutto quali sono le risorse che hanno a disposizione per trasformare questa situazione poco positiva in un nuovo punto di forza.

Nello specifico, si passa dalla comprensione all’azione, strutturando tutti quei passaggi caratteriali che iniziano a definire una volta per tutte uno stato di leadership nel giovane portiere.

Chiaramente questi passaggi avvengono attraverso:

LE 3 REGOLE D’ORO PER SBLOCCARE IL GIOVANE PORTIERE DALLO STATO DI ANSIA

  • La prima regola è lo sviluppo dell’identità personale del ragazzo.

Identificare i suoi punti di forza e come lo possono aiutare a risolvere in autonomia stati d’animo positivi e non positivi nella vita di tutti i giorni

  • La seconda regola è lo sviluppo dell’identità sportiva del ragazzo.

Identificare i suoi punti di forza e come lo possono aiutare a risolvere in autonomia stati d’animo che possono aiutarlo a migliorare la prestazione in campo

  • La terza regola è lo sviluppo del pensiero critico del ragazzo.

Creare un grado di giudizio imparziale sulle proprie azioni e scelte per raggiungere un obiettivo.

Se il giovane portiere lavora immediatamente su queste 3 regole d’oro allora i suoi risultati in campo e nella vita di tutti i giorni saranno straordinari.

In più, saprà gestire completamente con le proprie forze caratteriali ciò che la vita gli mette di fronte e potrà raggiungere con ancora più determinazione il suo sogno, allontanando dalla sua vista i distruttori di sogni o stati d’animo negativi.

Invece tu, se deciderai di aiutare tuo figlio a sviluppare il suo carattere per non vederlo più triste o preoccupato, il risultato che otterrai sarà quello di vederlo tra un pò di tempo camminare con le proprie gambe forte e sicuro come un vero numero uno.

Il mio invito allora è di conoscere adesso il PERCORSO DI COSTRUZIONE DELLA LEADERSHIP DEL GIOVANE PORTIERE, chiamandomi al Numero Verde 800 59 82 00 dicendo il codice Numero 1X3T per sbloccare il percorso.

Chiamami adesso!

Daniele Rolleri
Il Primo istruttore specializzato nella crescita e nella formazione del giovane portiere

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