LA VERA STORIA SU COME CRESCERE UN GIOVANE PORTIERE

Siamo in Inghilterra, Craig King è un ventenne del Luton City, portiere della quarta divisione inglese che si ritira causa depressione.

Luton è vicino Londra e il portiere della squadra ha infatti deciso di appendere i guantoni e scarpini al chiodo.

E fin qui nulla di strano: peccato che l’estremo difensore racconta di essere colpito da forte depressione da diverso tempo e solo in questa estate 2017 sceglie di cambiare vita per ritrovare la serenità perduta durante l’adolescenza.

La società del Luton da canto suo accetta con grande serenità la scelta del giovane portiere e spera di rivederlo un giorno a Kenilworth Road.

Beh… Bella Prospettiva di “Crescita” per un Ragazzo Ventenne!!!

L’articolo uscito su www.goal.com racconta a grandi linee una notizia che forse non ha grande peso per gli appassionati di calcio, perché stiamo parlando di un portiere “sconosciuto” e soprattutto giovane.

Fa più discutere il rinnovo di un contratto piuttosto che di una scelta drammatica della fine di una carriera calcistica.

PERO’ C’E’ UN PROBLEMA!

Stiamo parlando di un giovane portiere che lascia il calcio a causa di uno stato mentale che può essere gestito fino dai primi sintomi e quindi sconfitto in breve tempo.

Cosa che purtroppo NON accade nelle società dei nostri tempi, dove la prestazione e i ritmi alti NON sono facilmente digeribili dai giovani portieri.

La cosa interessante è che le società di oggi, ormai messe alle strette da conti ormai in rosso, sacrificano figure importanti nella crescita dei ragazzi.

Naturalmente, chi è più colpito è il ruolo del giovane portiere.

Non c’è da nascondersi dietro un dito…

Difatti anche le società professionistiche non fanno altro che tagliare la figura del preparatore dei portieri, tenendo in sotto numero i preparatori rispetto al numero dei portieri da allenare.

Quando ero un “professionista” non c’è mai stato un anno in cui un preparatore gestiva più di 6 portieri.

Oggi un singolo preparatore arriva a gestire fino a 10 giovani portieri ad allenamento.

La parte da tenere in considerazione in questo caso è che il preparatore non ha alcuna possibilità di entrare in relazione con ogni singolo ragazzo.

Dunque, il rapporto personale è quasi inesistente e la capacità di impattare nel suo aspetto caratteriale e umano è pari allo ZERO.

Sto parlando di società professionistiche che pur di dare qualche soldo in più a un giocatore della prima squadra, manda completamente al macello dei giovani ragazzi che vivono in un’era complessa, piena di distrazioni, rapporti sociali online e condizionamenti dai media in genere.

Immagina tuo figlio, sovraccaricato da impegni scolastici, va al campo e viene altrettanto sovra esposto da responsabilità.

Continua con questo ritmo settimane dopo settimane e tu pensi solo che è un po’ stanco ma in realtà dentro di lui c’è una “vocina” che lo manda a fondo sempre di più.

Arriva poi un brutto voto a scuola, una partita sbagliata e un tuo rimprovero…

Da solo e così giovane… non ha alcun strumento per superare una situazione di disagio.

Se il giovane portiere viene sgridato dal genitore, si arrabbia.

Se si arrabbia, va al campo di calcio con poca voglia di allenarsi.

Se va con poca voglia di allenarsi, si allena male.

Se si allena male, viene rimproverato dall’allenatore.

Se viene rimproverato dall’allenatore, sbaglia in partita.

Se sbaglia in partita, si demoralizza.

Se si demoralizza, cade l’autostima.

Se cade l’autostima, si perde.

Se si perde… l’hai perso.

Lezione: se il giovane portiere viene sgridato dal genitore, il giovane si perde.

Capisco che essere il genitore di un giovane portiere è delicato e non ti sto dicendo che un rimprovero non è la soluzione al problema.

Te lo dico con tutto il cuore perché l’ho vissuto da figlio sulla mia pelle, in cui i miei genitori e i miei nonni, non hanno fatto altro che rimproverarmi e affossarmi sempre di più con frasi come:

  • “Non hai fatto abbastanza!”

  • “Sei un asino a prendere questi voti”!”

  • “La paravo anch’io!”

  • “Hai fatto solo il tuo dovere!”

  • “Sei un paperone!”

  • “Se fossi l’allenatore NON ti farei mai giocare”!

  • “Per fortuna eri in panchina altrimenti prendevi almeno 10 goal e chissà che figure”!

Sei d’accordo che crescere con questi condizionamenti che ti martellano in testa, possono DEPOTENZIARE le qualità di un ragazzo e di conseguenza di un giovane portiere?

Se non sei d’accordo… ti consiglio di non andare avanti a leggere le mie parole.

Se invece mi segui… dammi ancora 2 minuti e ti spiego tutto… 

LA VERA STORIA SU COME CRESCERE UN GIOVANE PORTIERE

Siamo nel 1996 e all’età di 13 anni sono escluso da una società professionistica.

Il mondo mi crolla addosso.

Piango disperato.

La mia famiglia… in particolare mio padre alza il telefono nel giorno del comunicato della società e rimprovera senza mezzi termini l’operato dell’allenatore.

Per me oltre il danno la beffa.

Se gli “scarti” dei professionisti finiscono in altre società, io sono abbandonato a me stesso, senza squadra e senza sostegno.

Cosa può succedere nella mente di un giovane portiere in questo momento?

Te lo racconto personalmente io.

Da esterno puoi dire: “Cosa vuoi che sia! Non sei forte abbastanza e stai a casa tua..”

Naturalmente puoi avere ragione, la mia impressione invece è che sono più i danni, che gli insegnamenti che si possono vedere in questa storia.

QUALI SONO I DANNI CHE SI CREANO NEL GIOVANE PORTIERE QUANDO NON VIENE SEGUITO DA PREPARATORI SPECIALIZZATI NELLA SUA CRESCITA?

  1. Sfiducia

  2. Insicurezza

  3. Vittimismo

  4. Bassa Autostima

  5. Apatia

  6. Irresponsabilità

  7. Incertezza

Sommate alla delusione e lo “stress” della scuola, il minestrone è servito in tavola.

Per anni, oltre a non essere allenato da alcun preparatore dei portieri nelle società dilettantistiche, nessun altro ha capito le conseguenze di un “fallimento”.

Il Fallimento del Sogno di Diventare un Portiere di Serie A.

Magari davvero non ho i mezzi per farlo ma ti assicuro che nessuno capisce quello che ho nella testa.

Gli anni passano e siamo nel 2016… dopo aver giocato in quasi tutte le categorie del dilettantismo dalla serie D a scendere e poi a risalire, ho dato un nome alla mia “sfortuna”: CRESCERE PORTIERE.

Se solo avessi avuto un Centro di Allenamento Specializzato nella Crescita e nella Formazione del Giovane Portiere, tutto oggi sarebbe diverso.

Sarei stato un ragazzo:

  1. Centrato

  2. Sicuro

  3. Deciso

  4. Responsabile

  5. Sereno

  6. Divertente

  7. Energico

Sfortunatamente per me e per molti altri ragazzi questo centro manco esisteva nella testa di alcun “preparatore” o “presidente” di qualche società.

Fortunamente, nell’adolescenza non ho seguito la massa e ho cercato in tutti i modi di restare focalizzato sul mio obiettivo… senza mai perdermi.

Questa tenacia mi ha forgiato… e mi ha fatto portare avanti una sfida.

Grazie a Dio, ho incontrato sulla mia strada persone che hanno condiviso e capito l’importanza della gestione emotiva, caratteriale, umana e tecnica del giovane portiere.

La mia sfida è condivisa finalmente da un gruppo di persone che come me vuole cambiare il tessuto sociale della crescita del giovane portiere, denigrato, abbandonato, accantonato, deriso da numerosi addetti ai lavori.

Tutte le caratteristiche positive qui sopra, oggi le tocco con mano e le vedo nel profondo del cuore di ogni nostro giovane portiere che attraverso un metodo di allenamento specifico dopo diversi mesi, allenano e migliorano quotidianamente.

Sei d’accordo con me che se avessi avuto l’occasione di essere cresciuto da FIGURE SPECIALIZZATE, oggi sarei potuto essere una persona migliore senza aver fatto una fatica atroce per costruirmi da solo un futuro migliore?

Sarebbe stato molto più facile se insieme ad un Centro Specializzato, anche i miei genitori e la mia famiglia mi avessero supportato e NON rimproverato.

Il genitore è la guida, è l’esempio pratico di comportamenti e scelte decisive per la vita di un giovane portiere.

Prova a sostituire un rimprovero con domande di questo tipo:

“Come ti senti dopo (errore/brutto voto….)?”

“Come puoi migliorare (questa situazione particolare)?”

“Quali sono le azioni pratiche che puoi fare per stare meglio?”

“In che modo puoi continuare a fare meglio (situazione particolare)?”

Ti assicuro che interagendo così con tuo figlio gli puoi fare solo del bene, perché non solo stai bene tu come genitore, ma a tuo figlio dai un grande esempio di SOLIDITA’, INTELLIGENZA ED EQUILIBRIO, tutto ciò di cui un ragazzo ne ha bisogno ogni giorno quando si alza dal letto per uscire di casa.

La parte interessante di questa storia è che ci sono degli strumenti per far sì che nessun altro “Craig King” possa abbandonare il proprio sogno in età prematura, soprattutto causato da una stato emotivo negativo.

Fortunatamente nei giorni nostri (escludendo tutte quelle società che NON credono nella crescita del giovane portiere) ci sono persone, genitori, presidenti, responsabili dei settori giovanili che si fidano e si affidano a figure specializzate nella formazione e nella crescita del giovane portiere, come un vero e proprio CAPITALE UMANO.

Se anche tu Vuoi Che tuo Figlio Diventi Forte e Sicuro Come un Vero Numero Uno…

Allora Ascolta Subito le Testimonianze di Alcuni Nostri Ragazzi e di Alcuni Genitori che Hanno Visto Miglioramenti in Pochissimi Mesi di Allenamento.

>> CLICCA QUI <<

Daniele Rolleri… e i Mister Sergio Creminati, Mauro Bacchin, Nicola Pavarini
“I Preparatori specializzati nell’allenamento del giovane portiere”

1 Commento

  1. Giovanni Gatta says:

    Ho visto un portiere coi fiocchi degli allievi del Cellatica 2001 (Guerini Davide)parare quattro rigori su quattro nel quadrangolare di Esine contro il Darfo nonostante ai supplementari abbia subito la frattura del mignolo destro!
    Credo che possa cosiderarsi una cosa fuori dal comune, naturalmente lunedì è stato operato per rimettere in sesto la falange rotta.
    Credo che meriti veramente un encomio!