COME MANTENERE ALTA L’ATTENZIONE NEL GIOVANE PORTIERE

carattere super portiere

I 3 Modi Per Sfruttare al Massimo le Sue Capacità Caratteriali e Tecniche per Affrontare un Vero Allenamento Professionale.

L’attenzione è un punto cruciale quando si parla di allenamento e preparazione di un giovane portiere.

Spesso nella fascia d’età che va dai 7 ai 14 anni il giovane portiere tende spesso a non rimanere attento e concentrato nelle esecuzioni richieste da un preparatore.

Non è un caso che un ragazzino di questa età riporti anche sul terreno di gioco una soglia di attenzione molto bassa.

DA DOVE ARRIVA ESATTAMENTE LA PROBLEMATICA DELLA SOGLIA DI ATTENZIONE BASSA NEI RAGAZZI DI QUESTA ETA’?

L’Università di Padova, nel dettaglio in un articolo di Monica Panetto, dice che l’attenzione dura per 45 minuti, poi il cervello rallenta.

Da molti anni è in corso un dibattito su quanto l’organizzazione scolastica, con le sue giornate fatte di parecchie ore di immobilità in aula, sia conciliabile con le limitate capacità di attenzione del nostro cervello.

Soprattutto se successivamente bisogna far fronte anche ad impegni sportivi.

“La capacità di rimanere concentrati su contenuti che ci vengono veicolati e che richiedono uno sforzo mentale costante, focalizzato su un obiettivo – spiega Roberto Dell’Acqua, docente del dipartimento di psicologia dello sviluppo e della socializzazione dell’università di Padova – è nota come attenzione sostenuta.

Nel caso degli studenti in aula c’è chi cerca di memorizzare subito la lezione e chi, invece, attraverso una propria chiave interpretativa traduce i contenuti in appunti per delegare la memorizzazione a una fase successiva”.

“Le performance migliori – sottolinea Dell’Acqua – si ottengono nelle due ore che precedono il mezzogiorno, con un decremento sensibile nella fase pomeridiana, soprattutto dopo il pasto”.

E suggerisce: “Se si considera che la soglia di attenzione è di 40-45 minuti, il consiglio è di osservare 15 minuti di pausa tra una lezione e l’altra nel corso della mattinata, in modo da  preservare l’efficienza attentiva anche nel pomeriggio”.

Da questo spunto è fondamentale osservare come sia importante per un giovane portiere che deve affrontare un allenamento nel pomeriggio, riposarsi bene dopo il periodo scolastico per arrivare poi al campo con la mente “libera” e pronta per assimilare il massimo dell’allenamento.

Si consideri che l’attenzione nel bambino – dice il docente Roberto Dell’Acqua – può anche essere ‘istruita’: il bambino si distrae facilmente, ma aumentando di volta in volta anche di poco il tempo dedicato al compito e, l’attenzione può essere educata a essere sostenuta”.

Un ruolo altrettanto importante giocano la durata del compito, l’interesse e la motivazione, che potenziano l’intensità dell’attenzione.

Attraverso esami elettroencefalografici è stato rilevato che quanto più l’individuo si “abitua” al compito, tanto più con il passare del tempo cala il livello di attivazione delle risorse di attenzione e aumenta la possibilità di compiere errori.

Alcune ricerche, tra cui quelle di Giacomo Stella autore di studi sullo sviluppo cognitivo, hanno poi dimostrato che la partecipazione a compiti monotoni è accompagnata a un rendimento inferiore, che diminuisce con l’aumentare del tempo di impegno.

Quando le attività sono ripetitive il livello di attivazione delle risorse di attenzione tende a scendere e, con il passare del tempo, si abbassa la qualità della prestazione. “Lo studente – sostiene Andrea Canevaro – segue meglio le lezioni se sono impegnative e non banali. La banalità non aiuta l’attenzione”.

Si deve partire da concetti semplici per andare verso argomenti più complicati.

Anche il modo di comunicare tra i ragazzi esercita la propria influenza.

Secondo Massimo Santinello, docente di psicologia dell’università di Padova, oggi la durata dell’attenzione nei ragazzi è sempre più ridotta.

Le modalità di comunicazione sono cambiate rispetto a un tempo e il ricorso ai social media e alla messaggeria istantanea è divenuto sempre più diffuso.

Questo richiede un cambio di rotta anche nella scuola e nei centri di allenamento e rende necessaria una didattica e una metodologia di allenamento differente da quella tradizionale, più “rapida” e che dia continuamente stimoli nuovi.

PERO’ C’E’ UN PROBLEMA!

La maggior parte delle persone là fuori, compresi allenatori e preparatori “improvvisati” o “fai da te” che pensano di essersi formati leggendo un libro sul calcio o guardando qualche video su YouTube, credono veramente che la loro inefficacia di intervento sui giovani portieri sia colpa della società o del mondo che sia cambiato.

L’unico loro modo di allenare è raggruppare un numero di giovani portieri (6/8) e allenarsi tutti insieme in un’ora/ora e mezza, cercando di toccare più criteri di allenamento.

Peccato però che allenando il giovane portiere in questo modo:

1. Non si fa attenzione agli errori
2. Non si correggono gli errori
3. Non si aiuta a crescerlo caratterialmente
4. Non si migliora la sua capacità tecnica

E in più la sua soglia di attenzione scema dopo 45 minuti!

Che cosa ne resta dell’altro tempo a disposizione?

Se sei una persona attenta e che ama seguire il figlio durante i suoi allenamenti te ne puoi accorgere subito:

  • giovani portieri che corrono qua e la per la porta mentre altri fanno l’esercizio
  • capriole o rullate su se stessi
  • svogliatezza
  •  risate continue
  • e altro ancora…

E’ chiaro che l’allenamento debba essere anche divertimento, ma comportarsi da “scimmiette agitate” non è la soluzione adeguata per migliorare la tecnica e il carattere di un giovane portiere.

Di queste situazione ne vedo moltissime, vuoi perché sono un osservatore attento e devo conoscere tutte le tipologie di calcio, dal dilettantismo al professionismo e vuoi anche perché è il mio vero lavoro.

Se un giovane portiere ha già la soglia di attenzione bassa durante il periodo scolastico, è per te corretto che la mantenga anche nelle altre attività sportive in cui investi dei soldi come genitore?

La mia impressione è ovviamente indirizzata verso il cambio di rotta di questa tendenza negativa e imposto il metodo per valorizzare il vero valore del giovane portiere.

In primo luogo, sfrutto la sua forza caratteriale e poi lavoro sulle doti tecniche.

Dammi 2 minuti e Ti Spiego Meglio!

Se là fuori trovi gente improvvisata, che allena solo per portarsi a casa due soldini per arrotondare lo stipendio, molte volte addirittura si creano litigi e incomprensioni tra genitori e allenatori.

C’è da dire però che ci sono altri preparatori che si sono impegnati a formarsi all’università e con corsi specifici per allenatori dei portieri, in cui hanno appreso strumenti e strategie per coinvolgere tuo figlio nell’allenamento e migliorarlo concretamente.

Questi preparatori chiaramente, dopo analisi e verifiche, iniziano a rientrare nei canoni del metodo del Centro di Allenamento per Giovani Portieri e piano piano diventano dei validi collaboratori, come è successo fattivamente negli ultimi due anni, con la creazione del Primo Centro di Allenamento per Giovani Portieri veicolato su due centri:

– Brescia
– Carpenedolo

COME MANTENERE ALTA L’ATTENZIONE NEL GIOVANE PORTIERE

I 3 Modi Per Sfruttare al Massimo le Sue Capacità Caratteriali e Tecniche per Affrontare un Vero Allenamento Professionale.

1. VARIANTI DELL’ALLENAMENTO
Si deve partire da concetti semplici per andare verso argomenti più complicati

Gli step di allenamento per il giovane portiere devono essere seguiti regolarmente da un apprendimento graduale all’interno di un ristretto gruppo di lavoro che lo facilita ad apprendere l’aspetto tecnico e comportamentale.

2. TEMPISTICA ALLENAMENTO
30 minuti per ogni gesto tecnico e comportamentale

L’allenamento deve essere diviso in fasce orarie ottimizzando il lavoro tecnico e comportamentale, affinando l’attenzione sempre più costante per abituare il giovane portiere a supportare la squadra e sopportare un “carico” di lavoro fisico ed emozionale.

3. ATTENZIONE EDUCATA E SOSTENUTA CON DIVERSI PREPARATORI
Comunicazione mirata ed educazionale

Ogni lavoro è effettuato con un preparatore differente che segue una linea continua coerente con i colleghi precedenti.

Su ogni giovane portiere viene costruita una comunicazione efficace per valorizzare al massimo le sue potenzialità caratteriali, con la finalità di esprimersi al meglio a livello comportamentale e tecnico, portando a termini tutti gli obiettivi dell’allenamento.

QUALI SONO I VANTAGGI PRATICI SUL GIOVANE PORTIERE?

Il vantaggio che ne avrà il giovane portiere sarà quello che già dopo il primo allenamento nel Centro di Allenamento per Giovani Portieri, saprà interpretare la soglia di attenzione accorgendosi del miglioramento cognitivo derivato dall’allenamento con i diversi preparatori.

Il continuo allenamento e la costanza al miglioramento porteranno il giovane portiere a migliorare non solo la sua posizione come portiere, ma anche il suo comportamento e le sue prestazioni scolastiche, come ci viene segnalato dai genitori dei nostri ragazzi.

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E poi ti Aspettiamo insieme al tuo ragazzo al Primo Centro di Allenamento per Giovani Portieri.

Daniele Rolleri
Il primo istruttore specializzato nella formazione e nella crescita del giovane portiere

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